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IL VALORE EVOLUTIVO DEI SIMBOLI

Simbolo deriva dal greco symbolon e significa ciò che unisce, mette insieme.

È anche una cosa che ne rappresenta un’altra (o molte altre).

Definizione linguistica che esprime solo in parte l’utilizzo strumentale dei simboli

quali mezzi di realizzazione.

I simboli infatti “nascondono” un significato più profondo di quello apparente.

Il mistico Ugo di San Vittore li descrive come connessioni di cose visibili,

al fine di mostrare cose invisibili.

Per costituzione innata – diciamo come patrimonio genetico – 

l’essere umano occupa un posto speciale nell’Universo.

È l’intermediario tra il mondo corporeo, delle forme materiali,

ed il mondo spirituale dei "principi archetipi" insiti nella vita dalle origini della Creazione.

Anche con questa precisazione rimaniamo sul piano della nozione, della spiegazione.

La vera natura dei simboli risiede nell’ineluttabilità con cui essi si propongono

di essere profondamente, vissuti, assimilati affinché divengano parti di noi.

Allora "Vedrai la luce dei simboli
divenire luce in te stesso"

Così come la candela accesa è cera che alimenta la fiamma,

il simbolo-cero "connette" il fenomeno ad un processo di trasformazione: 

la materia-cera diviene energia-luce.
La "sperimentazione" di simboli su una via interiore

connessa alla ritualità del Tempio e a cerimonie che evocano suggestioni di profonda chiarezza, 

permette all’iniziato di procedere sul più alto dei percorsi: quello del conosci e valorizza te stesso.

 

La "Pietra" - simbolo dell'Apprendista